Il diario ritrovato di S.H.B. (Parte III)

6 Beg. a.c.

Caro diario,
oggi era la festa di Mimy e mi dispiace tanto che la mia sorellina abbia dovuto rinunciarci per via delle famiglie dei suoi compagnetti: infatti i genitori non hanno voluto lasciarli venire a casa nostra perché credono alle storie che si raccontano. Sai cos’ho deciso di fare? Siccome nessuno mi vuole raccontare veramente a cosa sono legate queste dicerie e superstizioni, andrò in biblioteca e cercherò nell’archivio dei giornali. Troverò sicuramente qualcosa!
Comunque l’abbiamo fatta noi la festa a Mimy: perfino Cloe è uscita dalla sua tana per vederla felice! Secondo me è perché non avrebbe potuto sopportare i suoi lamenti per un intero giorno!

7 beg. a.c.

Caro diario,ti riporto quel poco che ho trovato in biblioteca sulla nostra casa. Innanzi tutto il bibliotecario mi ha consegnato un plico di giornali. Non mi ha guardata male perché gli ho chiesto al riguardo. Solo mi ha detto di non cercare troppo che a volte la verità è meglio che stia nascosta… Mah… Comunque… Ti riassumo in breve.
La casa è appartenuta a un certo Benjamin Erez, uno studioso solitario non originario del posto che ha ereditato la casa. La casa era appartenuta a una vecchia sua zia, lontana parente da parte di madre. In paese era conosciuta come la strega. Benjamin non ha fatto caso alle dicerie: essendo uno studioso la superstizione e le credenze della gente non gli sono mai importate. Tuttavia è morto in circostanze misteriose.
Qualche tempo prima della sua morte aveva sostenuto che quella casa avesse un portale – mai trovato – che congiungeva un mondo alternativo al nostro. Le autorità presero a dargli del pazzo e lui fu trovato morto dal postino: dalle foto sembrava avesse visto in faccia la morte, secondo la testimonianza. Nei giorni precedenti aveva lamentato un dolore al petto, come se nascesse in lui la morte. Si era isolato da tutti dicendo che erano tutti morti, che stava per venire la fine del mondo e sarebbero tornati in vita i cadaveri! Che assurdo, eh?
Alla luce di ciò però mi piacerebbe ora capire meglio i suoi appunti. Magari ha nascosto anche lui un diario!

9 Beg. a.c.

Caro diario,
oggi ho ripreso in mano il diario di S. A quanto pare in quella cella c’è stata parecchio… Guarda cos’ho fotocopiato.

Ho chiesto a Inuith da quanto sono qua dentro. Due settimane e mezzo, mi ha risposto. In queste due settimane e mezzo mi sembra di aver visto passare davanti a me secoli interi.C’è puzza… Puzza di feci, di corpo, di sudore umano. Ci sono i topi che mi stanno alla larga. Le pietre che compongono i muri della mia cella sono sporche e incrostate. Le catene mi fanno male: ho i polsi levigati oramai. E sangue rappreso dappertutto.. I capelli sono uno schifo… Sono magra ancor più di prima… E sotto gli occhi… Sì, lo so… Il mio alone sarà ormai nero. Oltre a Inuith è venuto giù un altro sacerdote. Aveva la veste viola, se non sbaglio. Ma non ricordo il suo nome. Quindi è venuto Vence. E poi un altro che si è proclamato della Legione Oscura. Quindi un’altra sacerdotessa con una iniziata a Morn. E quello stesso giorno hanno portato un’altra prigioniera. Questo è stato ieri. Lei si chiama Ayram……
Ayram è un’artista. Anche lei è stata portata qui da Vence. Non so perché ma ciò mi arreca parecchio fastidio!

12 beg. a.c.

Caro diario,a quanto pare il diario di Benjamin è composto dai suoi soli appunti.
Domani avrò casa libera fino a tardi (mamy è a una cena con il papà, Mimy ha espresso il desiderio di andare dai nonni e ce la porta Cloe che così approfitta per andare a una festa – e al riguardo mi viene il dubbio che Mimy abbia accettato di andare dai nonni per coprire Cloe – e Jin è via con la scuola) e ho intenzione di scoprire tutti i segreti di questa casa!

13 Beg. a.c.

Caro diario,
eccoli andati tutti!
Certo, avere la casa così silenziosa e dover andare a caccia di segreti, magari giù in cantina… Brrr mi mette i brividi!
Tanto, eccoti qui i pochi pensieri che ho trovato negli appunti del tizio.

Ho ragione di credere che questa casa sia stata fondata su un cimitero. E ho ragione di credere che sia portale per un’altra dimensione.Ho trovato segni dappertutto e che sia stata mia zia poco ci credo. Innanzitutto sebbene considerata pazza, credo sapesse molto più su questa casa di quanto non sostenesse. Mi ci ha tenuto sempre lontano e ciò non mi spiego, dal momento che mi ha lasciato la proprietà. A me solo, come unico erede testamentario. E non so se ringraziarla o maledirla per questo.Come ho detto, questa casa è pregna di qualcosa che sfugge alla razionalità della scienza e quindi alla mia razionalità. A volte sembra quasi che respiri.
Non capisco tuttavia, se davvero esiste un collegamento, quale sia il mondo parallelo. Una dimensione alternativa? Un pianeta con della vita tanto vicino a noi che ci vive accanto, calpesta il nostro territorio ma noi non lo vediamo? Oppure sono solo formule recitate che hanno aperto un tale varco? No, no, no… Sto vaneggiando. Ciò non è possibile.

Diario, mi era sfuggita questa nota! L’ho appena vista… Eccotela, è sempre di Benjamin.

Stamani ho trovato un diario e parecchi oggetti nascosti. Mia zia mi ha lasciato anche questi chiedendo di non utilizzarli. Un po’ difficile utilizzare un diario già scritto. Mia zia mi ha sempre narrato, quando veniva da noi, che non si era mai incuriosita a del materiale che custodiva in casa perché sapeva fosse malvagio. Dopo aver letto la premessa del diario capisco la sua paura: maledette le persone che oseranno rubarmi i segreti o una cosa del genere. Ridicolo. E dovrei temere questo?
Ho rinvenuto anche una pergamena ingiallita e inutilizzata. Se non fosse che mi ha come ipnotizzato e mi par di aver sentito delle voci toccandola, l’avrei già riciclata in qualche utilizzo. Ma ho idea, invece, che la terrò da parte, ben conservata. Forse racchiude in sé segreti ben celati.

Sì, decisamente mette i brividi. E se mi succede qualcosa? Oh, che sciocca sono… Forza diario, cerchiamo questo varco. Mi porto il vecchio Yri… Non si sa mai…

Ok… Siamo scesi in cantina. Sa un po’ di muffa e di chiuso. La lampadina è troppo fioca: meno male che ho la torcia. Quaggiù è tutto alla rinfusa: scatoloni del trasloco, oggettistica non urgente della vecchia casa, cianfrusaglie varie nostre e non nostre. Adoro Jin: sa proprio ciò che odio. Il disordine volontario. È un artista in questo campo!
Ora vedo se c’è qualcosa dietro questi muri scrostati… O sotto venti centimetri di coltre di polvere sul pavimento…
Uno specchio…?

Ho spaventato Yri… O forse no…Era uno specchio coperto da una coperta, era brutto e sporco… Ma era uno sporco volontario.
L’ho rivista!
Ma aveva… Aveva lo sguardo disperato… E mi ha scritto! Sì, questa volta ha scritto lei, dalla sua parte:
“Aiutami!”.

Ho trovato un’altra annotazione:

La casa ha tutti gli specchi coperti o sporchi. Nel testamento la zia ha lasciato detto che rimangano tali e che non ne vengano aggiunti altri. Ma io dovrò farmi la barba in qualche maniera!

Ops…
Se dico questo ai miei… Cloe sicuramente mi da della deficiente, Jin non la smetterà di darmi della credulona, Mimy prenderà a svegliarsi di notte piangendo e non vorrà più guardarsi allo specchio – ci scommetto! -, papà riderà dandomi qualche pacca giocosa sulla spalla e come Benjamin dirà: “e la barba come la faccio? Specchiandomi nei vostri occhi?” e la mamma dirà di non dire scemenze che poi Mimy si spaventa. Forse solo Yri non mi darà della povera pazza. Ma lui è un cane e non ha bisogno di uno specchio. Tanto, però, per precauzione, copro la mia scoperta. Sia mai!
Ah, una postilla di Benjamin…

“Non guardarla mai dritta negli occhi”, ripeteva la zia. “Mai dritta… O tu ti perderai in lei e lei prenderà te”.

Questa invece è dal diario di Samantha:

MoRn…MoRn…MoRn…MoRn…MoRn…

… Le hanno fatto il lavaggio del cervello…Tra tutti e due non so chi è il più fuori di testa. Probabilmente io più di loro due che sto a leggerli e a cercare addirittura la veridicità delle loro parole. Non so perché ma sento che me ne pentirò assai.

Caro diario, ho trovato una porticina dietro a della carta da parati ammuffita. Sono sempre qui, in cantina, ci mancherebbe. Ho preso con me la torcia, sono in compagnia di Yri che si agita un po’ nervoso e guaisce spesso. Ho per evenienza un coltellino multiuso e delle pile di scorta per la mia unica fonte di luce.
Ah, sai invece che cos’ho scoperto? Che c’erano delle torce. Ce ne sono due ogni sette passi, una a destra e una a sinistra. Il corridoio prosegue un po’ in pendenza, è stretto, sa di muffa ed è umido. Come odore è parecchio forte.
…Yri non la smette di guaire. Evidentemente c’è qualcosa che lui percepisce e io no… Wow! Ho trovato dei simboli strani… Aspetta! Io questi li ho già visti, diario!
Come supponevo: li avevo notati nelle lettere che avevo trovato, negli scritti di Benjamin:

Caro professore,
i segni da Voi riportati hanno dell’incredibile. La teoria che il nostro mondo sia rinato dopo una catastrofe di cui non abbiamo né indizi, né notizie, a quanto pare sarebbe vera se questi simboli ritenete siano veri. Non ho mai visto nulla di simile e sappiamo entrambi che più di una volta si sono verificati strani avvenimenti dalle vostre parti.Mi lascia a dir poco esterrefatto perché ciò sono il passato che abbiamo dimenticato. Eppure voi avete timore a scoprire cosa veramente essi abbiano come significato e la relazione che unirebbe le due epoche. La vostra teoria sul mondo parallelo o addirittura fantasma, che vive una linea temporale diversa dalla nostra, la ritengo – non me ne vogliate – piuttosto paradossale e ancor più priva di fondamento.
Rimarco il mio interesse allo studio del caso della vostra cantina e spero nella vostra curiosità per la storia e la scienza.

Benjamin non era poi così sicuro di quanto aveva scoperto… Nelle altre lettere non mi pare di aver letto che fossero arrivati a una qualche conclusione.

Ragnatele enormi… Bleah…
Il corridoio si allarga… Diario! Diario, perché non so disegnare così bene? È una sala circolare, enorme. Non so da quanto ho oltrepassato la porticina… Mi sono dimenticata di guardare l’ora. Ma ora sono qui… È enorme… Ha tutte colonne che la sorreggono e in fondo ci sono degli scranni. Bleah! Ci sono anche teschi più in polvere che conservati… E scheletri interi, alcuni armati… Ma che razza di posto c’è sotto i nostri piedi! Aspetta, avevo letto qualcosa in merito… Ecco!

Ho sempre più ragione di credere che certe scoperte sarebbe meglio non farle e che se il passato si è perso e non si ricorda, c’è un motivo più che valido. E se il nostro passato non ha lasciato tracce se non vaghe leggende, dovremmo prenderlo come monito perché, sono sicuro, se continuiamo a cercare, ci pentiremo delle risposte che troveremo.
Il dottor Marcus non mi crede: anzi, è eccitato ed è solo grazie alla marea di impegni e alla difficoltà di giungere qui che quello non si è ancora mosso per raggiungermi.
Forse non dovrei comunicargli di questa nuova scoperta: non so esattamente dove e in che parte del giardino ci sia sotto una sorta di salone da ricevimento per i morti: non un corpo che si sia conservato in maniera composta. Par quasi il quadro di una battaglia apocalittica. E sono sicuro, sicuro, che i disegni e i simboli dicano qualcosa di cruciale per la comprensione di tutto ciò. E del libro che è custodito dallo scheletro più grande – o da quel che rimane – al centro dei troni.

Libro?…Porca zozza! È proprio un libro…
Tutto nero, impolverato, le pagine ingiallite… Si respira una strana aria, caro diario. Più mi avvicino, più si fa pesante…Yri abbaia… Non è neppure entrato nella stanza… Sta andando… No, asp…

Mazza se correva! Non so come ha fatto ma ha sentito i miei tornare.
Fine dell’esplorazione. Ci tornerò giù domani, forse. Ora è meglio se vado a dormire. Non vorrei mi facessero storie, trovandomi fuori dal letto a quest’ora. In cantina, per giunta!

16 Beg. a.c.

L’umidità di là sotto non mi ha fatto tanto bene…
Sono a letto con la febbre da almeno due giorni… Che cavolo…

17 Beg. a.c.

Siccome, caro diario, devo rimandare ancora di almeno cinque giorni la mia esplorazione, continuo a leggermi il diario di Samantha.

Alla fine è accaduto. Mi sono ammalata. Nelle condizioni in qui mi sono trovata nelle ultime tre settimane, era inevitabile. Inuith era visibilmente preoccupata. “Lotta per vivere”, mi diceva. “Resisti, sii forte!”. Grazie a delle erbe sto meglio anche se mi sento debole e svuotata. Eppure la sento… La sento dentro di me, che gioisce… Non posso ignorare ciò che è germogliato in me… Qualsiasi cosa essa sia.
Oggi è entrata Inuith, ancora una volta. Era sorridente. Con oggi era un mese esatto da quando mi rinchiusero. Dico “era”, poiché oggi Inuith mi ha chiesto quale fosse la mia scelta, chi fosse per me Morn.
L’altro giorno mi ha definitivamente convinta: se volevo tornare libera dovevo prima liberarmi delle catene. Ma non quelle materiali. Ma le catene che di nascosto Mori utilizza per legarci, per inibire e sconfiggere il seme innato di Morn.
E oggi avevo così, pronta la risposta. Hanno liberata Ayram ma ho come l’idea che la rivedrò presto. Oggi, intanto, mi hanno dato una veste nuova, grigia. Inuith, ridacchiando, ha detto che già da domani sarà lurida….
Ho capito perché. Pulire il tempio, pulire i cadaveri, occuparsi dei prigionieri, fare in modo che le candele siano sempre accese e le loro fiamme non si spengano, che vi sia ordine, che le statue di Morn siano lucide.
Da ladra a serva. Ma è un gradino in più. Sono comunque elevata rispetto a un normale fedele. Perché sono Serva di Morn, vuol dire che potrò essere scelta per intraprendere il cammino verso di lui.

… Caro diario,
ma questi pazzi chi erano? Non ho mai letto un tale fanatismo… Chi diavolo era Morn? E Mori? Qui abbiamo solo una divinità e tanto basta! Non vedo l’ora di tornare là sotto a curiosare. Sono sicura di poter trovare altro in merito… Forse il professore ha appuntato qualcosa… Infatti…

S.H.B. parla di due divinità all’inizio, per poi citarne una terza – molto più avanti -, Caravan ma che non considera. A quanto ho capito, Mori era l’antitesi di Morn. Era buona, amorevole, gentile, dolce, generosa e altruista. Morn invece istigava e conduceva alle tentazioni, al vizio, all’odio, alla sete di violenza, di sangue, di oppressione e potere. Sei debole? Non vali nulla e vieni ucciso. Questo in parole povere… Caravan era l’equilibrio, ciò che è giusto, legata specialmente alla natura.
Ciò che deve emergere però, è sicuramente verso la fine del suo diario. Ma intanto voglio analizzare ciò che ho.

Ma come si può adorare una divinità che predilige la soppressione del più debole, che limita la libertà, che alimenta l’odio, che adora la violenza, che esalta la cattiveria pura e malsana?
Mi chiamano per cena…

25 Beg. a.c.

Oggi son tornata a scuola. Ovviamente nessuno mi ha detto che era cominciato il periodo di piena… Mi tocca rimandare ancora una volta perché ho da recuperare un sacco e sono in quasi tutti i primi giri di interrogazione. E, tanto per cambiare, nessuno ha intenzione di fare cambio con me. È in momenti come questi che detesto la scuola.
Però è anche in momenti come questi che sento un dolore al fianco… Non so cos’è. L’appendicite l’ho già fatta… In quei momenti sento salire scatti di ira e di violenza. Oggi, per esempio, poco ci mancava che non alzassi le mani. E non mi è mai successo!!!

11 Def. a.c.

Manca poco alle vacanze! Ho finalmente superato il periodo orribile. E se ho superato questo, nulla mi potrà fermare! (mi suonano tanto come “le ultime parole famose…”)
Non sono stata brillante in tutto ma almeno ho dimostrato a quei buzzurri quanto la loro bastardaggine non mi abbia minimamente scalfito (sebbene comunque abbia minato alla mia media di voti già di per sé altalenante!)….
Intanto ti riporto un’altra paginetta di Samantha mentre, torcia in mano, mi avventuro ancora una volta in quel cunicolo buio e umido (questa volta ben coperta!).

Evito, come sempre, tutte le superfici specchiabili. Continuo a mantenermi in forma arrampicandomi sulle statue di Morn per meglio pulirle… Anche se Inuith non mi è parsa entusiasta dell’idea.Come avevo previsto, Ayram è tornata. È tornata l’altro ieri, ieri e oggi e sicuramente anche domani. Prega il Sommo. Oggi c’era anche Vence, però. O sono io che perdo colpi o quello è sempre più mastodontico.
Ci ha definito come “le sue bamboline”. Avesse detto “la mia bambolina mi sarei offesa di meno”.

Sempre più stranita, mi lascia…

Comunque questa sera siamo entrambe invitate a raggiungerlo. Qualcosa dentro di me mi continuava a dire di rifiutare, ma Lei spingeva affinché accettassi…

Sono quasi arrivata… Ancora due minuti… Il suo diario presenta un’aggiunta del professore:

Il diario riportava chiaramente cosa avevano fatto quella notte e infatti c’è chiaro il segno di rimasugli. Ma le pagine sono state strappate. Dalla proprietaria? Da qualcun altro? È stato lasciato solo il risultato di quell’incontro. E forse è meglio così: meglio immaginare. O non immaginare affatto. Non c’è alcun accenno ad Ayram. Evidentemente non si era presentata.

Mi hanno dato due giorni alle case di cura per guarire dai lividi e dai tagli.

Ringrazio chiunque abbia strappato le pagine. Questa volta non sono per niente curiosa. Comunque sono arrivata. Eccomi di nuovo in mezzo a scheletri e polvere…Dove eravamo rimasti? Al libro… Ho cercato tra gli appunti e ho scorto le pagine del diario, velocemente. Ma non mi pare di aver visto parlare al riguardo. O il diario è incompleto e ne esiste un secondo e così vale per le note, oppure c’è tutto su questo diario tranne che non l’ho trovato e gli appunti del prof sono altrove o non esistono proprio, in maniera definitiva. Né per l’una né per l’altro. Chissà…Se provo ad avvicinarmi agli scranni, sento aumentare in me la repulsione. O forse è qualcosa proveniente da lì che mi respinge?

Tira il vento forte fuori, perché qui sento correnti d’aria gelide e fischi… Meno male che questa volta mi sono coperta!Ma… Sbaglio o mi sembrano voci quelle che sento?
Brr… No, non ce la faccio a stare qui… Torno indietro!

16 Def. a.c.

Oggi mi è accaduta un’altra stranezza. Tranne che non ero a casa. E, cosa ancor più peggiore, non ero neppure sola. Ero a scuola, nel pieno della lezione. Come se non bastasse essere già bersaglio di dispetti e malelingue per avere come unico peccato la residenza in una casa di fantasmi, scheletri e specchi nascosti, immagina le reazioni durante e dopo ciò che mi è accaduto!
“La strega è tornata!”, ha gridato uno.
“La casa si è impossessata di lei!”
“I fantasmi le torturano l’anima!” e altre simili. Quanto mi sa che siano vere le loro parole!I prof più di tanto non fanno: nonostante si celino con la loro superiorità, ci credono e sono superstiziosi e sebbene cerchino di non mostrare la loro paura, non mi aiutano come aiuterebbero un emarginato perché arrivato da un altro paese solo due mesi prima.
Ad ogni modo, cosa accadde, ti chiederai.
Ebbene, sono diventata uno stoccafisso, impalato sulla mia sedia, immobile e rigida e dicono che perfino pronunciai qualcosa in una strana lingua.
Ho tanta voglia di andarmi a vedere allo specchio per vedere se c’è Samantha. O Hirm. Ancora non ho capito chi sia meglio delle due o chi è colei che rende più pazza l’altra.
… Basta, vado in bagno!

Era lì. Quando mi specchiai, era lì. Non faceva i miei stessi movimenti. Si splattellò contro lo specchio non appena io guardai il mio riflesso. Alitò e scrisse in modo tale che io potessi leggere.
“Sono Hirm”. Aveva gli occhi azzurro scuro, tendenti al blu… Ma il nero, la pupilla… Mi sembrava di precipitare in un abisso e ho fatto fatica a distogliere lo sguardo. Ho alitato a mia volta e ho risposto.
“Io sono Jessy”
“Ti conosco”, rispose lei. “Diffida da Samantha”.
Sentii in me salire un senso di rabbia e di cinica soddisfazione.
“Temo d’averla già incontrata”
“Temo anch’io”, mi rispose. Aveva gli occhi cerchiati da un alone grigio perla, molto pallido. “Samantha è l’animo più corrotto che ci sia”
“È il tuo animo!”
“No”, mi rispose Hirm. “Samantha è malvagia, è il Chaos in persona. È un animo corrotto che può corrompere chiunque, imprigionarlo nel suo stesso corpo e dannarlo. Questo, era il mio aspetto prima di incontrare la Morte”
“Prego?”
“Ancora non hai letto tutto il diario. Ti prego, fermati! Distruggilo!”
“Perché?”
“Samantha entra ovunque se trova terreno fertile ove stabilirsi. Il diario lo scrissi io, ma la maledizione è la sua! Non mi sono mai firmata H.S.B. o H.B., ma sempre S.H.B. È lei che guida i fili. Distruggi il diario, Jessy!”
“Ho già incontrato Samantha, lei è già in me. Oggi mi ha presa…”
“Ti spinge a proseguire nella ricerca e nella lettura per far sì che il varco s’apra di nuovo! La stai aiutando! Come la aiutò Benjamin!”
“Il varco? Quale varco?”
“Il varco dell’oblio. Non farti ingannare! Distruggi il Libro Nero, brucia la pergamena, sotterra le candele colorate, distruggi le candele viola, versa le pozioni, spezza il bastone, santifica la mano, rompi la maschera bianca, fondi i gioielli, fa che le tarme divorino le vesti e la ruggine le armi!”
“Era tutta roba tua!”
“È roba mia e di Samantha!”
“Come entrò in te Samantha?”
“Io sono figlia del peccato. Un’unione al di fuori di un sacro vincolo, tra una razza pura e una impura, tra la casata elevata ed una di basso ceto. E chi non approvò, maledì. E chi venne maledetto nacque con due anime contrapposte. L’una dormiente, l’altra vigile e incosciente dell’esistenza dell’una. Incosciente fin quando non si specchiò. Gli specchi riflettono l’anima di ognuno di noi. Per me riflettevano la parte violenta, Samantha. Per questo per molto tempo temei gli specchi”
“E ora?”
“Se fossi nel tuo mondo, non mi guarderei ancora nello specchio. Avevo superato la crisi ma convivere in un unico corpo con due anime talvolta in antitesi, è davvero estenuante. Copri gli specchi, Jessy. Lei ora è in te, la vedrai nei pozzi dei tuoi occhi”.
Avrei voluto chiederle come ha fatto Samantha ad entrare in me. Ma forse è meglio che non glielo abbia chiesto…

Cosa farò? Che la mia curiosità sia influenzata e incentivata da Samantha, non lo so. Io, ora come ora, vorrei solo vedere come prosegue. Come venne in possesso di tutti quegli oggetti, del loro significato… E vorrebbe sapere di più del vortice d’oblio.

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