Narchuil (by Lord Jerec) – Parte IV

Capitolo 4 – Il contrattacco dei Ranger

Le risposte da Calenglad arrivarono abbastanza chiare e concise: Annùminas un tempo aveva ospitato uno dei Palantir. Artefatto assai misterioso, pericoloso e allo stesso tempo ignoto ai più, tanto che gli stessi Stregoni diffidavano dalle informazioni che egli poteva rivelare.
Enòras e il Dúnedain collegarono le informazioni di Laerdan alle poche cose che i Ranger erano riusciti a estrapolare dagli interrogatori effettuati su Modrambor, ne uscì fuori un quadro piuttosto chiaro: Amarthiel si era recata ad Annùminas per recuperare il Palantir ed utilizzarvi le informazioni trovate a Barad Gúlaran al fine di poterlo utilizzare e identificare quindi l’ubicazione delle due metà di Narchuil.

Calenglad capì che il pericolo era ben più grande delle sue aspettative dato che se Amarthiel avesse recuperato l’anello Narchuil e fosse riuscita a riforgiarlo, il potere maligno che ne avrebbe ricavato sarebbe stato immenso e decisamente fuori dalla portata della resistenza che la Gente Libera continuava strenuamente a portare contro le forze dell’Oscuro Signore e dei suoi sgherri. Rimaneva quindi una sola cosa fare: sferrare una controffensiva decisiva ad Annùminas al fine di fermare Amarthiel, andando in soccorso all’unico avamposto che stava combattento strenuamente nella città per evitarne la completa caduta, ovvero il distaccamento di Echad Garthadir.

“Enòras! Falgùrìm! Venite avanti!” chiamò a gran voce Calenglad in direzione del Rohirrim e di uno dei Ranger con più anzianità. I due non si fecero di certo attendere, presentandosi prontamente al cospetto del Dúnedain.

“State bene a sentire, abbiamo avuto dai nostri esploratori un quadro abbastanza esauriente delle forze che al momento stanno occupando Annùminas. Ne è emerso che la situazione è ancora più grave di quanto immaginassimo..” disse in tono grave, rivolto verso i due interlocutori.

“Spiegatevi, mio Comandante..ve ne prego” intervenne Falgùrìm visibilmente preoccupato.

“Echad Garthadir è ufficialmente sotto assedio, il nostro distaccamento vicino al centro di Annùminas è prossimo alla caduta. Le truppe di Angmar oltre ad aver già conquistato il Cancello Est e il Porto, sono riuscite a prendere anche il Cancello Nord-Ovest. Il quartiere di Echad Garthadir è completamente accerchiato adesso, impegnato a difendersi dagli attacchi provenienti da ben tre fronti. Mai come ora è necessario il nostro intervento, o la città cadrà in mano al nemico definitivamente.”

“Qual’è la strategia di attacco, Calenglad? Immagino che dovremo improvvisare una azione lampo, data la gravità della situazione..giusto?” chiese Enòras, visibilmente serio ma curandosi di non lasciar trasparire alcuna emozione dal proprio sguardo.

“In parte sì, mio fedele alleato, ma dovremo sfruttare l’elemento sorpresa, poichè sebbene in rovina, la città è ancora ben fortificata e i punti cruciali sono stati tutti occupati dal nemico. Un attacco ponderato male ci porterebbe alla disfatta. Ecco il mio piano: Falgùrìm guiderà un drappello di uomini attraverso il Lago Evendim al calar delle tenebre e si avvicinerà verso il porto della città, pronto a creare un diversivo. Tu invece Enòras guiderai un altro plotone con equipaggiamento pesante ai cancelli di Nord-Ovest, io guiderò le rimanenti forze contro il cancello Est…”

“Attacchiamo quindi prima dal porto sfruttando le tenebre?” chiese Falgùìm.

“Esattamente, una volta che le forze di Angmar verranno allertate, il grosso verrà dirottato verso il porto, ed è in quel momento che attaccheremo in contemporanea da entrambi i cancelli. Non si aspetteranno un diversivo del genere. In questo modo i nostri compagni di Echad Garthadir avranno un po’ di respiro e potranno aiutarci a debellare completamente le forze di Angmar da Annùminas…”

“Come faremo a sapere che tutti e tre i plotoni sono pronti per la manovra? Dovrò attraversare metà lago Evendim per condurre il plotone al cancello Nord-Ovest e tu dovrai attraversare il passo del Barandalf. Senza contare che Falgùrìm dovrà navigare al buio verso sud..” osservò Enòras, leggermente perplesso per il piano.

“Ho calcolato insieme ai miei strateghi il tempo di percorrenza approssimativo per tutti e tre i viaggi e abbiamo stabilito che i plotoni a ridosso dei cancelli dovranno scoccare in aria una freccia infuocata in direzione del lago per segnalare il proprio arrivo, il tutto non appena la luna avrà sfiorato i monti di Emyn Uial. Non appena gli incursori via barca vedranno i segnali, dovranno iniziare le manovre di incursione. Non appena il corno di Angmar darà l’allarme, entreremo in azione io ed Enòras!”

Il gruppo che si era formato attorno a Calenglad annuì al piano dettato da quest’ultimo. La situazione non era delle più rosee e questo ultimo disperato attacco per riconquistare definitivamente Annùminas pareva essere l’ultimo bagliore di speranza per la Gente Libera per dare una consistente battuta d’arresto ad Amarthiel e i suoi loschi piani.
I plotoni partirono alla volta delle loro destinazioni nel tardo pomeriggio di quella triste giornata, ad accompagnarli una fredda brezza ma il cielo per fortuna era completamente sereno, anche il lago Evendim era calmo e ciò avrebbe favorito la navigazione di coloro che avrebbero dovuto attraversarne le acque.

Nel frattempo, in uno degli edifici centrali non in rovina di Annùminas, Amarthiel e alcuni dei suoi seguaci più stretti stavano rovistando nelle macerie alla disperata e ossessionata ricerca del Palantir una volta custodito nella Città dei Re. La donna indossava un abito rosso scarlatto, ai polsi dei bracciali in ferro, al volto una maschera del medesimo materiale la quale terminava con una coroncina alla fronte. Al busto un pettorale in ferro battuto. Nella mano sinistra stringeva una staffa ben lavorata e dal medesimo fianco pendeva in un fodero una spada corta dalla lavorazione molto simile alle armi utilizzate dai Nazgûl.

“Non avete ancora trovato niente?! Più tempo perdiamo, più i nostri nemici scopriranno i miei piani! Quell’idiota di Modrambor si è fatto persino catturare!” tuonò rabbiosa l’Oscura Campionessa di Angmar.

“No mia Signora…non c’è traccia dell’artefatto che andate cercando..” rispose uno dei profanatori con tono abbastanza intimorito dalla collera della Campionessa.

“Eppure deve essere da qualche parte qui in giro! Non può essersi volatilizzato col passare degli anni!”

“Un momento, abbiamo trovato qualcosa..! Venite a vedere mia Signora!”

Amarthiel non se lo fece ripetere e spintonò il gruppo andando a vedere lei stessa di persona, pochi attimi più tardi un ghigno si formò sul volto della donna e ciò non prometteva nulla di buono.

Calarono finalmente le tenebre più oscure su Annùminas, la luna pareva essere l’unica fonte di luce fioca in quella notte, oltre alle torce dei soldati di Angmar. Il drappello di Falgùrìm aveva già in vista il porto della città e in misura precauzionale calò le piccole ancore rudimentali molto prima di arrivare ad una distanza ragionevole dalle sentinelle sui moli, l’inquietudine e la paura di essere stati lasciati soli sembrava aver preso il sopravvento di quel manipolo di Rangers, ma Falgùrìm cercava in tutti i modi di alzare il morale ai suoi uomini, rassicurando che ben presto il segnale degli altri due plotoni sarebbe stato visto dai loro occhi increduli e timorosi. Il silenzio e l’incessante ma leggero picchettare dell’acqua sulle imbarcazioni dei Rangers rendeva leggermente irrequieti gli uomini, ma ad un certo punto uno degli uomini avvisò di gran lena tutti gli altri di aver visto un bagliore provenire da Est e poi scomparire verso il cielo. Falgùrìm voltò il capo e vide appena in tempo la freccia spegnersi lontano nelle acque del lago Evendim, come di istinto voltò il capo anche verso la zona Nord-Ovest della città speranzoso dell’altro segnale, il quale arrivò, seppur con pochi istanti di ritardo.

“E’ ora di muoverci amici! Remate in silenzio, i tiratori siano pronti ad eliminare le sentinelle. Una volta nei pressi del molo dovremo scendere in fretta armi in pugno e fare più confusione possibile! Conto su tutti voi! Non deludetemi! E’ in gioco il destino di tutta Evendim questa notte!”

Le imbarcazioni si avvicinarono sempre di più al porto mentre le sentinelle di Angmar pattugliavano i pontili del molo senza minimamente aspettarsi un attacco a sorpresa. Tutto ebbe inizio dal sibilo della prima freccia, la prima sentinella colpita in piena gola e il tonfo del corpo nelle acque del lago. Numerosi altri sibili ruppero il silenzio di quella notte tranquilla e pochi urli di dolore lo squarciarono ulteriormente, parecchi furono invece i corpi a piombare in acqua con tonfi sordi. Successivamente le prime imbarcazioni toccarono i moli e il drappello di Ranger saltò fuori con le spade in pugno, mentre Falgùrìm estraeva un corno da battaglia per poi appoggiarlo alle labbra e soffiare con gran parte del fiato di cui disponeva: forte e chiaro il suono che ne uscì, la battaglia per la riconquista di Annùminas era appena cominciata!

“Uomini!! All’attacco!! Per Annùminas! Per Evendim e per la Terra di Mezzo! Ricacciamo gli invasori nel regno del Re Stregone!!” urlò Falgùrìm dando la carica ai propri uomini.

Rumori di spade, scudi frantumati, tutto un susseguirsi senza sosta, il diversivo aveva funzionato, tanto che di lì a poco il corno di Angmar suonò per ben tre volte, attirando anche le altre guardigioni al porto e lasciando momentaneamente scoperte quelle ai lati come previsto. L’unico problema ora, era resistere sino all’arrivo dei rinforzi capitanati da Calenglad ed Enòras. Alcuni tiratori erano rimasti a bordo delle barche per supportare i guerrieri da lì e cercare di limitare come potevano il sopraggiungere dei riforzi di Angmar, i guerrieri invece cercavano di resistere mantenendo l’attuale posizione, il porto non doveva cadere!
I soldati di Angmar dal canto loro non accennavano a mollare terreno ai Ranger di Tinnundir, anzi, continuavano ad attaccare e a giungere da ogni parte, sembrava che Annùminas ne fosse completamente piena, plotoni inesauribili, per ogni soldato che cadeva, due sembravano prendere il suo posto.

“Non cedete alla paura! Non concedete loro nulla, non abbiate pietà, perchè con voi, loro non ne avranno! Respingeteli! Noi non ci piegheremo mai al volere dell’Oscuro Signore! Combatteremo per la nostra libertà fino alla morte!”

E mentre Falgùrìm pronunciava altre parole di incoraggiamento, da Est e da Nord-Ovest si udirono chiaramente il corno di Calenglad e quello di Enòras risuonare in quella notte ormai colma del furore della battaglia. Fu un attimo e Annùminas venne letteralmente presa d’assedio in entrambi i fronti dei due cancelli. Le urla dei generali di Angmar che disperatamente richiamavano i propri uomini a difendere le posizioni erano ben udibili nel campo di battaglia, ma ora la situazione sembrava essersi messa a favore dei Rangers, forti e chiari vennero percepiti gli urli di battaglia di Calenglad ed Enòras persino nel quartiere assediato di Echad Garthadir ove i superstiti che fino ad ora avevano continuato a difendere strenuamente l’unica posizione rimasta, vedevano un bagliore di speranza nelle sorti di una battaglia che sembrava ormai aver preso la piega della disfatta più totale.
I due cancelli, ormai sguarniti a causa del diversivo, caddero dopo una battaglia breve seppur estenuante. I tre gruppi riuscirono dopo un paio di ore di lotta feroce contro il nemico, a ricongiungersi, sebbene le perdite subite da ambo le fazioni erano ingenti.
Angmar battè in ritirata, rifugiandosi nei livelli più interni di Annùminas. La parte esterna era ormai stata riconquistata con successo, sebbene la via per Echad Garthadir fosse ancora abbastanza irta di guerrieri nemici.

“Falgùrìm, Enòras! Fatemi un quadro della situazione!” ordìno Calenglad intercettati i propri sottoposti.

“Il Cancello Nord-Ovest è nuovamente sicuro, anche se purtroppo un Troll da battaglia ci ha causato non pochi problemi ad un certo punto. Nonostante le perdite iniziali siamo riusciti ad abbatterlo! Abbiamo dei feriti, ma a giudicare dalle condizioni molti di loro sopravviveranno!” disse Enòras.

“Il porto è nostro mio Signore e ben difeso, possiamo marciare a soccorrere il plotone accerchiato!” rispose Falgùrìm.

L’atmosfera euforica dovuta alla vittoria venne presto spezzata da un sinistro ruggito proveniente dai cancelli più interni di Annùminas. Le truppe di Angmar si erano ritirate questo era vero, ma la battaglia non era ancora terminata. Temibile sarebbe stato il loro contrattacco, spaventosi i mezzi che avrebbero utilizzato per riconquistare i punti di focali. Le forze del distaccamento di Tinnundir sarebbero state sufficienti a respigere nuovamente Angmar? Il fato ci avrebbe dato la risposta.

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