Narchuil (by Lord Jerec) – Parte VIII

Capitolo 8 – Verso Forochel

Enòras era apparentemente in trappola: l’inferriata, seppur arrugginita e fatiscente a causa del tempo, era troppo spessa per essere abbattuta. La risata sinistra continuava a farsi sentire per i corridoi e le stanze di Delossad, fino a quando una figura non si palesò pian piano dinnanzi al Rohirrim: Modrambor! Lo stregone di Mordor avanzava silente, stringendo nella mano sinistra un cofanetto molto piccolo.

“Enòras, amico mio…devo ringraziarti lo sai? Grazie a te e alla tua amicizia con gli elfi mi hai permesso di arrivare fino a qui..e guarda cosa ho rinvenuto..la prima metà di Narchuil!” lo stregone era estasiato e allo stesso tempo impaziente.

“Io non sono tuo amico! Non lo sono mai stato! Liberami e affrontami, stregone di Mordor! Non temo l’anatema delle tue magie di fuoco!” ribattè Enòras con spirito battagliero. Egli tirò un calcio alla grata ma questa oltre ad emettere uno scricchiolio metallico non diede segni di cedimento.

“Non agitarti troppo, cavaliere di Rohan, per cosa stai combattendo alla fine? Neanche le tue terre sono state risparmiate! Il nostro nuovo alleato, Saruman il bianco ha convinto il tuo Re ad inchinarsi a lui e ora ne è assoggettato! Suo figlio Theodred e suo nipote Eòmer sono gli unici che stanno resistendo alle armate della mano bianca e di Mordor!” tuonò lo Stregone con fierezza.

“Tu menti!!! Il mio Re Theoden non si farebbe mai influenzare da un vile traditore!” sbottò Enòras, calciando insistentemente la grata.
All’improvviso si udirono delle urla presso l’entrata, seguite dal tipico rumore di scocco di vari archi. Alcuni Angmariani raggiunsero Modrambor correndo, presi dal panico.

“Maestro! Elfi di Gran Burrone all’ingresso! Hanno già abbattuto dodici uomini, non riusciamo a fermarli! Sbraitò uno dei soldati di Angmar.

“Pare che dovremo rimandare la nostra conversazione, amico mio. Non ti illudere, è troppo tardi ormai, partirò con i miei uomini alla volta della penisola ghiacciata di Forochel e troverò la seconda metà di Narchuil! Niente potrà fermarmi!” così dicendo alzò le braccia verso il cielo, recitò fugacemente una formula per poi scomparire con gli altri soldati in una lunga e spettacolare fiammata.

Gli elfi non tardarono ad arrivare e in pochi attimi riuscirono a liberare Enòras, trovando il meccanismo per sollevare l’inferriata. Il Rohirrim non perse tempo ed informò subito il plotone sopraggiunto di comunicare ad Elrond i piani di Modrambor. Convenne però che l’inseguimento di Modrambor era una impresa disperata: per raggiungere Forochel avrebbe dovuto tornare prima ad Evendim, poichè solo da lì vi era un accesso per le terre dei Lossoth, la popolazione dei ghiacci di Forochel, da tempo alleata con la Gente Libera.
Enòras decise di partire immediatamente, si fece dare alcune scorte di Lembas dagli elfi e iniziò la propria cavalcata verso le terre selvagge, da lì avrebbe proseguito per Brea, sino a rifare la stessa strada che aveva percorso all’andata attraversando la Contea, da lì una volta arrivato nella regione di Evendim avrebbe cercato il villaggio di Ost Forod e poi proseguito nelle lande ghiacciate di Forochel. La cosa più inquietante di tutta questa storia era che Laerdan era scomparso, nessuna traccia di lui, quale fato era stato riservato per l’Elfo? Ignota la risposta al momento.

La cavalcata del Rohirrim non subì particolari intoppi come all’andata, la zona circostante l’Ultimo Ponte era ancora presidiata dal distaccamento di Elfi che avevano soccorso Enòras, di orchi e goblin nemmeno l’ombra. L’umano aveva tuttavia chiesto agli elfi, prima di partire, se conoscevano una via per aggirare la strada principale: costoro risposero che l’unica via esistente avrebbe potuto rivelarsi ancora più pericolosa: le rovine di Garth Agawen, dalle quali si arrivava al Passo Rosso, piccola zona presidiata dagli umani di Ost Guruth. Raggiunto quest’ultimo si poteva facilmente arrivare alle rovine di Ost Guruth stesse, unico avamposto ufficiale della Gente Libera nelle Terre Selvagge.

Garth Agawen, un tempo gloriosa cittadella, era attualmente stata occupata dalle armate di una entità oscura che si faceva appellare col nome di Fanciulla Rossa. Tali armate erano composte da uomini corrotti, spettri e non-morti, ma anche piante, alberi, animali…tutta la zona nei pressi delle rovine era stata corrotta. Sconosciuta a tutti era la storia della Fanciulla Rossa, ma assai nota invece era la pericolosità della zona: molti erano coloro che vi si erano avventurati: quasi nessuno vi aveva fatto ritorno. Il presidio al Passo Rosso era stato ordinato da Radagast il Bruno per arginare la possibilità di un assalto da parte delle truppe dannate della Fanciulla Rossa contro Ost Guruth. Tuttavia, da tempo lo stregone stava cercando un modo per sconfiggere la Fanciulla Rossa e bonificare l’intera zona, le forze di Ost Guruth erano esigue e non potevano assolutamente ponderare un attacco diretto contro Garth Agawen, nessun aiuto possibile dagli Elfi, preoccupati a difendere i loro confini e nemmeno dai Ranger del Nord, impegnati a contrastare gli orchi di Dol Dinen e le forze sempre più crescenti di Angmar.

Nonostante gli avvertimenti, Enòras optò per passare nella zona di Garth Agawen, avendo tuttavia ben cura di attraversarla solo dal lato esterno; in questo modo avrebbe certamente evitato le pattuglie della Mano Bianca, troppo intimorite dalla zona, e allo stesso tempo evitato di avvicinarsi troppo ai domini della Fanciulla Rossa.
Il Rohirrim trovò davanti a sè un paesaggio sconcertante: la vegetazione attorno alla cittadella era ormai tutta marcita, formando acquitrini sparsi di colore scarlatto.

Questo posto trasuda dolore e morte da ogni pianta o arbusto…inoltre ho come il sentore che già sappiano che ho varcato i loro confini…

Il presentimento del Rohirrim non era affatto infondato, dal terreno sbucarono fuori un paio di radici nodose che afferrarono le gambe dell’umano e lo disarcionarono, cominciando a stringerle senza alcun accenno di cedimento. Enòras estrasse la propria spada e senza troppi problemi riuscì a tranciare le radici, tuttavia ne sbucò fuori un’altra poco dopo, dando una sonora e dolorosa frustata alla schiena del Rohirrim, il quale per poco non rischiò di perdere l’equilibrio. Il proprio cavallo, se la era già data a gambe ancora una volta, tanto per cambiare.

Potrebbero essercene a centinaia nel sottosuolo…non posso affrontarle tutte!

Enòras optò per la soluzione forse meno onorevole ma più saggia: iniziare a correrre e sperare di riuscire a raggiungere il Passo Rosso il prima possibile. Così fece, spada alla mano, attraversando il terreno marcio e melmoso. Girando il capo verso destra riusciva scorgere più in là l’ingresso per le rovine di Garth Agawen, ma al momento questa era l’ultima delle sue preoccupazioni: l’intera vegetazione del posto stava cercando di farlo secco! L’uomo passò vicino ad un albero marcio e di fattezze nodose e all’improvviso si vide arrivare una frustata in pieno petto da parte di uno dei rami minori. Enòras cadde a terra, riuscendo a tenere comunque ben salda la presa sulla spada in modo da non perderla, tentò subito di rialzarsi ma un altro colpo alla schiena lo investì in pieno senza però fargli perdere l’equilibrio.

Avevo sentito molte leggende riguardo la vecchia foresta vicino Brea e le foreste circostanti Isengard, ma mai avrei immaginato che la natura potesse prendere vita a tal punto..

Il Rohirrim riuscì a trovare una posizione stabile e non appena si vide arrivare addosso l’ennesimo colpo, riuscì a intercettarlo con un poderoso fendente di spada, tranciando di netto uno dei rami. Un urlo straziato dall’interno della pianta venne udito dall’umano non appena il ramo venne tranciato e in meno di pochi secondi emersero altre radici dal sottosuolo.

L’ho decisamente fatto arrabbiare…devo continuare la fuga o ben presto diventerò parte integrante di questo marciume corrotto..

Riprese quindi a correre sfruttando anche le poche rocce lungo il percorso al fine di non calpestare troppo il terreno. L’uomo giunse nei pressi di una gola scavata nella roccia e vi entrò avendo ben poche alternative di salvezza, trovando al proprio interno un sentiero in terra battuta, d’improvviso la vegetazione smise di stargli alle costole.

Dove condurrà questo sentiero adesso…e perchè non vengo più inseguito…

“Tu…non procedere oltre, getta la spada!” urlò una voce dall’alto. Enòras alzò lo sguardo, una decina di arcieri lo tenevano sotto tiro dall’alto del piccolo canyon e un uomo in tenuta d’arme era in piedi dietro di loro con il dito puntato verso il Rohirrim.

“Chi siete…?” domandò Enòras, dopo aver lentamente appoggiato la propria arma a terra.

“Le domande le facciamo noi, uomo! Dicci il tuo nome e per quale motivo provieni dalle terre della Fanciulla Rossa! Parla in fretta e spera che ci piaccia il tono della tua voce!” esordì l’uomo in piedi.

“Sono Enòras di Rohan, sono in viaggio all’inseguimento di Modrambor, stregone di Mordor. Lord Elrond mi ha indicato la zona di Garth Agawen per passare indisturbato tra l’Ultimo Ponte e Ost Guruth…il mio incarico comunque è stato assegnato dal Ranger Calenglad, capo del distaccamento di Tìnnundir ad Evendim, devo raggiungere quanto prima la penisola di Forochel…” rispose il Rohirrim tutto d’un fiato.

“Enòras di Rohan…uomini, abbassate pure gli archi, è colui che stavamo aspettando. Vieni avanti Enòras e riprendi pure la tua spada..sei giunto al Passo Rosso, facciamo parte di un distaccamento inviato da Ost Guruth. Perdona i nostri modi, queste lande sono maledette e abbiamo già perso fin troppi uomini in queste ultime settimane.” disse l’uomo.

Enòras raccolse la propria arma e la infoderò per poi compiere un cenno di assenso col capo.

“Elrond ha mandato una colomba con un messaggio per avvertirci del tuo arrivo, da qui in poi la strada fino a Ost Guruth è sicura, la abbiamo ripulita da piante maledette, sgherri della Fanciulla Rossa e goblin di passaggio…procedi pure!” continuò l’uomo.

“Vi ringrazio…” – si limitò a dire Enòras, per poi procedere oltre fino a quando non scorse davantì a se il proprio destriero venirgli incontro – “…vecchio mio rieccoti, sarai anche veloce ma ti manca il coraggio..!” disse ridacchiando il Rohirrim per poi montare in sella e continuare il percorso al galoppo.

Ost Guruth fu in vista in men che non si dica e l’umano trovò subito riparo per sè e il proprio destriero. Tuttavia il tempo scorreva a sfavore del Rohirrim, non poteva permettersi nemmeno una sosta come si deve, tanto che ripartì dopo nemmeno mezzo pomeriggio di riposo. Entro sera le Terre Selvagge erano ormai alle spalle ed le lande di Brea ben visibili, ma non vi era il tempo per fermarsi in città, per cui Enòras fece svoltare il proprio destriero subito verso nord-ovest in modo da girare intorno alla cittadina e prendere subito il sentiero per la Contea, se tutto andava bene sarebbero arrivati ad Evendim per l’alba del giorno dopo, una ottima occasione per fare rapporto a Calenglad degli ultimi avvenimenti e poi proseguire spediti per Forochel.
Modrambor probabilmente era di poco più avvantaggiato rispetto a lui come tabella di marcia, ma il minimo rallentamento avrebbe potuto rivelarsi fatale poichè lo stregone disponeva di molti uomini al suo seguito…il Rohirrim era completamente solo.

Finalmente…l’Alba!! Attraversare la Contea si era rivelato facile come all’andata, la lunga mano di Sauron non aveva ancora raggiunto i verdi prati e le colline degli Hobbit e ciò lasciava ancora respirare tali terre e i suoi abitanti.
Enòras giunse a Tìnnundir a metà mattinata circa, completamente esausto. Egli venne subito condotto in una stanza dotata di giaciglio al fine riposarsi mentre il cavallo fu sistemato in una delle stalle. Calenglad fece visita al Rohirrim verso mezzogiorno:

“Enòras…noi tutti siamo rimasti sopresi dal tuo rientro inaspettato e dallo stato in cui ti abbiamo trovato, da chi stavi fuggendo? O meglio..chi stai inseguendo? Non sei un codardo e lo bene!” esordì il Ranger.

“Da nessuno fugge e mai fuggirà Enòras di Rohan..” – precisò subito l’uomo – “…sto inseguendo Modrambor, stregone di Mordor! Egli ha recuperato la prima metà di Narchuil ed è diretto a Forochel…non posso perdere tempo, devo ripartire subito!”

“Non ti muoverai da qui fino a quando non avrai riacquistato le forze, amico mio. Darò disposizioni di prepararti provviste e quanto ti servirà per il viaggio, le temperature in quella zona sono molto rigide, più di un avventuriero vi è morto assiderato senza le dovute precauzioni! Non aggiungerò altro.” ribattè Calenglad non volendo sentire ulteriori ragioni.

Enòras venne lasciato solo a riposare con un sentimento di ansia e sensazione di aver dato troppo vantaggio a Modrambor. Sarebbe riuscito a fermarlo per tempo? Sicuro era che le sorprese non sarebbero finite.

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