Secondo incontro della Compagnia

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Si è svolto ieri, sabato 5 maggio presso la Biblioteca Civica di Grezzana (VR), il secondo incontro dell’anno da parte della nostra Compagnia. Buona come sempre la partecipazione da parte del pubblico e l’uscita, attesa per fine anno, del film “Lo Hobbit” ha suscitato tanta attenzione e molte domande.

Come compagnia ci attendono presto altri nuovi impegni ed appuntamenti di cui non mancheremo di rendervi partecipi su queste pagine!

Bilbo racconta… Thorin. Tra Nobiltà e Semplicità.

Nuovo interessantissimo  incontro organizzato dall’associazione  “Sentieri Tolkieniani” .

Vi piacerebbe saperne di più su “Lo Hobbit” l’opera prima di quel grandissimo scrittore e filologo inglese che era J.R.R. Tolkien? Sentieri Tolkieniani vi dà questa possibilità con un ciclo di conferenze dal titolo: “Bilbo racconta…”. Infatti, seguendo il viaggio del protagonista del romanzo, racconteremo la sua storia attraverso gli incontri con alcuni dei personaggi più singolari ed emblematici della Terra di Mezzo: Thorin, Gollum, Beorn e Smaug. In questo primo incontro vedremo il confronto tra lo hobbit e il nano Thorin, capo della spedizione, nobile d’origine e di atteggiamenti. Un character molto in contrasto dunque con Bilbo, umile, tranquillo, grassoccio abitante della Contea. L’appuntamento è per domenica 19 febbraio alle 20.45 presso l’Agriturismo Le Quattro Torri (via IV Novembre, Osasco (TO)). L’ingresso è libero.

Non mancate: vi aspettiamo numerosi!!!

Le Radici Profonde

Prefazione di Andrea Monda

Non ricordo più in quale libro ho letto, ormai tanto tempo fa, che Il signore degli anelli di J.R.R.Tolkien secondo alcune statistiche dovrebbe essere il libro più letto al mondo dopo la Bibbia. Non mi interessa conoscere la fondatezza di tale rilevazione, l’accostamento dal punto di vista qualitativo mi appare molto più rilevante e stimolante. Esiste un legame (e di che tipo) tra i primi due libri letti al mondo? Penso che questo legame ci sia e anche molto stretto. Innanzitutto perché il romanzo di Tolkien è un frutto della letteratura occidentale, un frutto che ha ormai il sapore del “classico”, e la letteratura occidentale è a sua volta, secondo la lezione del critico canadese Northrop Frye, un frutto della Bibbia, il Grande Codice, la “matrice” delle grandi opere narrative degli ultimi due millenni. Da questo punto di vista il presente saggio di Greta Bertani è un esperimento che segue altri libri simili (penso ad esempio ai saggi di Pietro Boitani) e potrebbe precedere un’infinità di tentativi analoghi: cercare tracce delle Sacre Scritture nelle scritture degli uomini è una sfida nascosta in ogni grande libro che attende il critico accorto e aperto a cogliere gli stimoli (un libro che non stimola è un controsenso). Greta Bertani è un critico accorto; cioè uno che non fa come quelle persone di cui parla il suddetto Frye quando scrive che “La normale reazione degli uomini di fronte ad una grande costruzione culturale come la Bibbia è fare quello che i Filistei fecero a Sansone: ridurla all’impotenza e quindi rinchiuderla in un mulino a macinare i nostri risentimenti e pregiudizi. Ma i suoi capelli come quelli di Sansone, potrebbero forse anche lì cominciare a ricrescere”. La Bertani insomma dà alla Bibbia ciò che le compete, dimostrando una notevole conoscenza del testo sacro (e questo è uno degli aspetti più interessanti del saggio), lasciandole lo spazio per esprimere tutte le inesauribili potenzialità, limitandole soltanto al focus del suo lavoro: l’opera narrativa di Tolkien.
La Bibbia e le opere principali dello scrittore inglese (Il Silmarillion e Il signore degli anelli) dialogano tra loro lungo tutto il percorso dell’indagine della Bertani illuminandosi a vicenda e finendo per offrire al lettore un testo non solo saggistico o filologico, ma anche spirituale.
L’accostamento tra le opere di Tolkien e la Bibbia non è una novità, talmente evidente è l’influenza che Antico e Nuovo Testamento hanno esercitato sulla vita e la scrittura del narratore-filologo, ma un saggio dedicato interamente a questo tema risulta, almeno in Italia, un primo esperimento che va salutato con gioia.
Ognuno ha il suo “apritore di occhi” dirà Bilbo al termine del Concilio di Elrond e confesso che anch’io ho avuto qualche “sorpresa” durante la lettura di questo saggio. Ad esempio non avevo mai riflettuto su una cosa peraltro evidente che la Bertani afferma rispetto al viaggio di Frodo, e cioè che senza Gollum né Frodo né Sam “avrebbero mai potuto raggiungere Monte Fato”. Questo piccolo (e ovvio) dettaglio mi ha fatto riflettere nuovamente, con occhi più aperti, sul cuore del romanzo che è quello strano trio di hobbit (Frodo, Sam e Gollum) visti da Tolkien nella loro “discesa agli inferi” di Mordor.  Oppure l’accostamento tra la figura diBoromir con quella di San Pietro, sorprendente ma anche molto stimolante e, soprattutto, pieno di speranza.
Il presente saggio non dovrebbe riaprire (in Italia il condizionale è sempre d’obbligo) la strana discussione, che da anni si trascina nel nostro paese, intorno alla “lettura cattolica” dell’opera narrativa di Tolkien: la Bertani come non intende ridurre in cattività la Bibbia, così non vuole rinchiudere la ricchezza dei romanzi tolkieniani nella prigione dorata dell’allegoria, ma solo esprimere tutte le risonanze che la lettura di quei romanzi provocano in una lettrice che, proprio come Tolkien, si è nutrita sin dalla giovinezza attingendo e gustando le bellezze del testo biblico.
La “compagnia” dei commentatori italiani di Tolkien che hanno messo in risalto la dimensione religiosa di questa “opera fondamentalmente cattolica” (secondo la definizione dello stesso autore) registra ora una new entry, che si fa subito apprezzare per la tenacia tutta hobbit con cui ha tenuto la barra al centro durante la sua difficile navigazione, e il “centro” è la grande passione che nutre per i due libri più letti al mondo.

Incontro con Paolo Gulisano: “Alla scoperta de Il Signore degli Anelli”!

La Compagnia degli Argonath, in collaborazione con il Centro di Cultura

Europea Sant’Adalberto e la Compagnia della Lampada,

organizza:

Venerdì 15 luglio  ore 20.45

presso il Centro di Cultura Europea Sant’Adalberto

Via T. Da Vico, 14 – 37123 Verona

Tel. 340 290762

 

Un fantastico incontro con:

Paolo Gulisano 

Alla scoperta de

Il Signore degli Anelli

di J.R.R. Tolkien

 

 

Medico, scrittore, saggista. E’ uno dei più autorevoli esperti di Tolkien e della letteratura fantasy, nonché della cultura britannica. Ha pubblicato numerosi scritti di saggistica dedicati alle figure e alle opere di C.S. Lewis, G.K. Chesterton, Hilaire Belloc, George MacDonald, Oscar Wilde, Vincent McNabb, il beato John Henry Newman. Collabora con diversi periodici e riviste culturali.

 

La musica degli Argonath

Aaye!
La nostra compagnia prosegue nei suoi incontri con cadenza periodica mensile. Di recente si è svolta l’Abbuffata Hobbit (era il 27 Marzo) alla quale han partecipato i membri fondatori della nostra Compagnia (Silwen, Mirmenel, Morwen più Lótë Lómëo), nuovi acquisti (Marc Albero, l’Ent della compagnia), l’esperto Roberto Fontana con parte della famiglia (moglie e il più piccolo dei figli), una Raminga e due Signore dei Cavalli della compagnia Rohirimm.

Da quel dì, i due musicanti della Compagnia degli Argonath han voluto cimentarsi in una sfida non da poco: creare musiche per la Compagnia, per alietare i momenti di riunione e di incontro.
Così ecco qui la vostra Lótë Lómëo che vi anticipa che già una canzone è a buonissimo svolgimento, sia a livello musicale che di composizione del testo.

Altre due verranno presto fatte, una delle quali in Quenya.
Dunque con trepidazione attendete!!! Questo è solo un piccolo assaggio di ciò che verrà.

Lótë Lómëo